Capelli crespi: cosa cambia davvero l'acqua della tua doccia

I capelli crespi compaiono quando la cuticola, lo strato di squame che protegge la fibra, si solleva e lascia entrare l'umidità dell'aria nel capello, che si gonfia in modo irregolare. Le cause si sommano: una fibra disidratata o porosa, aggressioni ripetute (calore, sfregamento, prodotti) e un'acqua della doccia calcarea, clorata o troppo calda. Per questo i rimedi per i capelli crespi funzionano solo se toccano tutte e tre.
Uno studio pubblicato nel 2018 sull'International Journal of Trichology (Luqman e colleghi) ha misurato che un'acqua dura riduce la resistenza alla trazione del capello di circa l'8 % in tre mesi. In Italia il tema non è teorico: Roma, Bologna, Firenze e Palermo stanno intorno ai 30 °f, Catania sui 35 °f. Noi di Ondée lavoriamo sull'acqua che tocca i tuoi capelli ogni mattina, con un soffione doccia con filtro che trattiene il cloro, e qui ti spieghiamo cosa fa l'acqua al crespo, e cosa non fa.
Capelli crespi, le cause: perché la fibra si gonfia?
Un capello crespo non è un capello "ribelle", è un capello che ha perso la tenuta della sua superficie. La cuticola, fatta di squame di cheratina sovrapposte come le tegole di un tetto, si alza per disidratazione, sfregamento o pH troppo alto, e a quel punto la fibra assorbe l'acqua dell'aria in modo disomogeneo. Risultato: ciocche che si gonfiano, si staccano dalla massa e riflettono la luce di traverso.
Il capello è un materiale igroscopico, cioè cattura l'umidità dell'ambiente. I vecchi igrometri funzionavano proprio con un capello umano, perché la sua lunghezza aumenta di circa il 2,5 % quando l'umidità relativa passa da 0 a 100 % (fonte: Wikipedia, igrometro a capello). Su 100.000-150.000 capelli, questo rigonfiamento microscopico diventa visibile appena la cuticola non è più ben chiusa. È anche il motivo dei capelli crespi e gonfi nelle giornate di scirocco.
Poi c'è il pH, di cui si parla poco. Il fusto del capello ha un pH di circa 3,67 e il cuoio capelluto di 5,5, secondo Gavazzoni Dias e colleghi (International Journal of Trichology, 2014). Gli autori spiegano che un pH alcalino aumenta la carica elettrica negativa sulla superficie della fibra, quindi l'attrito tra i capelli, quindi il crespo. E l'acqua del rubinetto è neutra o leggermente basica.
- Cuticola: strato di squame di cheratina che, quando è chiuso, tiene l'acqua dentro e l'umidità fuori.
- Porosità: capacità della fibra di assorbire acqua; una porosità alta significa squame aperte che assorbono in fretta e trattengono male.
- Igroscopia: tendenza del capello a catturare l'umidità dell'aria, tanto più forte quanto più la fibra è secca.
- pH: più è alto, più la superficie del capello si carica negativamente e più le ciocche si respingono.
La nostra opinione, dopo centinaia di scambi con chi ci scrive: la causa dei capelli crespi si cerca nel flacone di shampoo, mentre spesso sta nel rubinetto e sul cuscino.

L'acqua della doccia crea i capelli crespi?
Sì, in parte, e attraverso tre meccanismi distinti: il calcare, il pH e la temperatura. Sul fronte acqua calcarea e capelli, gli ioni di calcio e magnesio disciolti si depositano sulla fibra a ogni risciacquo e lasciano una pellicola minerale che impedisce alla cuticola di richiudersi bene.
Il dato che ci ha colpito viene proprio dallo studio di Luqman (2018): 70 partecipanti, ciocche immerse dieci minuti a giorni alterni per tre mesi in un'acqua a 486,7 mg/L di carbonato di calcio, cioè circa 49 °f. La resistenza alla trazione è scesa in media da 255 a 234 (p = 0,001), mentre l'acqua demineralizzata non ha cambiato nulla. Un capello indebolito è un capello la cui superficie si apre, e che si crespa.
In Italia la durezza si misura in gradi francesi (°f): 1 °f corrisponde a 10 mg/L di carbonato di calcio. Il D.Lgs. 18/2023, che recepisce la direttiva europea sulle acque potabili, indica per la durezza un intervallo consigliato di 15-50 °f, senza limite di potabilità. Dentro questa forchetta c'è un mondo: ecco perché due persone con la stessa routine non hanno lo stesso crespo. I valori qui sotto sono medie indicative per città, le stesse che trovi sul nostro strumento durezza dell'acqua per comune e CAP.
| Città | Durezza media (°f) | Categoria | Effetto probabile sul crespo |
|---|---|---|---|
| Catania | circa 35 | Molto dura | Pellicola minerale netta, lunghezze ruvide, crespo frequente |
| Roma, Bologna, Firenze, Palermo | circa 30 | Dura | Depositi visibili dopo qualche settimana |
| Milano | circa 28 | Dura | Effetto marcato su capelli porosi o colorati |
| Napoli, Venezia, Verona | circa 25 | Abbastanza dura | Effetto moderato, uno shampoo chiarificante al mese basta |
| Torino | circa 20 | Media | Effetto contenuto, conta di più il calore |
| Bari, Cagliari | circa 15 | Poco dura | Debole, cerca la causa altrove |
| Genova | circa 10 | Dolce | Quasi nullo, l'acqua non è il problema |
- Grado francese (°f): 1 °f equivale a 10 mg/L di carbonato di calcio; oltre i 25-30 °f l'acqua si considera dura.
- Pellicola minerale: deposito di calcio e magnesio sulla fibra, che opacizza e irrigidisce il capello.
- Cosa non fa un filtro doccia: non toglie il calcare disciolto; solo un addolcitore sull'ingresso dell'acqua abbassa la durezza.
Noi di Ondée notiamo che chi vive in un comune sopra i 30 °f descrive quasi sempre lo stesso trio: lunghezze ruvide, capelli crespi alla radice e sulla sommità della testa, e la sensazione che "nessuna maschera funzioni più". Il problema, a quel punto, è minerale prima che cosmetico.
Cloro e acqua calda, la coppia che secca la fibra
Il cloro nell'acqua serve a mantenere sicura la rete fino al rubinetto, ed è una buona cosa. Nella maggior parte degli acquedotti italiani è presente un disinfettante residuo: ipoclorito di sodio, biossido di cloro o, in alcune reti, monoclorammina. Il gusto e la dose cambiano da un gestore all'altro, e alcune sorgenti di montagna arrivano al rubinetto senza trattamenti chimici, come la zona Peschiera Capore a Roma. Dove il disinfettante c'è, però, sotto la doccia calda sgrassa la fibra e il cuoio capelluto, e una fibra sgrassata si apre e cattura l'umidità di traverso.
L'acqua del rubinetto in Italia è controllata e sicura: il primo rapporto nazionale dell'Istituto Superiore di Sanità (luglio 2024) riporta una conformità del 99,1 % sui parametri sanitari. Il cloro non è un problema per chi beve. Per chi si lava i capelli tutti i giorni a 40 °C, la questione è diversa: a quella temperatura il disinfettante si volatilizza e senti l'odore di piscina.
La temperatura amplifica tutto. L'acqua calda dilata la cuticola, scioglie più in fretta il sebo protettivo e accelera l'evaporazione del cloro. Lo diciamo senza giri di parole: la doccia bollente da dieci minuti è, insieme alla federa di cotone, l'abitudine peggiore per i capelli crespi e secchi.
- Cloro libero: disinfettante residuo della rete; ossida i lipidi della fibra e secca la superficie.
- Clorammine: composti di cloro e azoto, più stabili, responsabili di buona parte dell'odore di piscina.
- Acqua calda: oltre il tiepido apre le squame e porta via il sebo che le lubrifica.
- Fibra di carbone attivo: materiale che trattiene cloro e odori per adsorbimento, senza toccare la durezza.
È esattamente qui che interveniamo. Il nostro soffione Ondée monta una cartuccia a due stadi, una fibra di carbone attivo da 148 mm e un nucleo di vitamina C che neutralizza il cloro residuo. Non cambia la durezza della tua acqua, e non dichiariamo nessuna percentuale di riduzione finché un laboratorio indipendente non l'avrà misurata. Quello che cambia è l'odore di cloro sotto la doccia calda, e la pelle che tira che lo accompagna. Se vuoi capire le differenze tra soffione e filtro sul flessibile, la pagina filtro doccia spiega cosa trattiene ognuno.

Capelli crespi, rimedi sotto la doccia: quattro gesti
La doccia è il momento in cui puoi agire più in fretta, perché è lì che la cuticola si apre e si richiude. Quattro gesti contano più di qualsiasi siero: abbassare la temperatura, togliere i depositi minerali, acidificare il risciacquo e chiudere con acqua fresca.
Prima la temperatura. Lava con acqua tiepida, non calda, e se proprio ci tieni tieni il getto bollente per la schiena. Poi uno shampoo chiarificante una volta al mese (o ogni due settimane sopra i 30 °f) scioglie la pellicola di calcio e magnesio che blocca le squame. Un risciacquo con aceto di mele diluito, un cucchiaio in mezzo litro d'acqua, fa lo stesso lavoro con delicatezza e riporta la superficie del capello verso il suo pH acido.
Poi il balsamo solo sulle lunghezze, e soprattutto un risciacquo finale con acqua fresca. Non gelata, fresca. Quest'ultimo getto stringe la cuticola che l'acqua calda ha aperto, ed è la differenza tra capelli che brillano e capelli che si gonfiano appena esci dal bagno. Chi conosce i benefici della doccia fredda lo sa: trenta secondi bastano.
- Acqua tiepida: limita la dilatazione delle squame e la perdita di sebo.
- Shampoo chiarificante: toglie i depositi di calcare, una o due volte al mese secondo la durezza.
- Risciacquo acido: aceto di mele diluito, per richiudere la cuticola e sciogliere la pellicola minerale.
- Getto fresco finale: trenta secondi bastano per lisciare la superficie della fibra.
- Asciugatura senza strofinare: premere le lunghezze in un asciugamano in microfibra o in una t-shirt di cotone, mai sfregare.
Siamo onesti: se la tua acqua è a 35 °f, come a Catania, lo shampoo chiarificante e il risciacquo acido faranno per il tuo crespo più di un filtro, perché il calcare non si filtra.

La notte, lo sfregamento che disfa il lavoro della giornata
Passi sette-otto ore a notte a strofinare i capelli contro una federa, e il cotone assorbe l'umidità della fibra mentre aggancia le squame. Al risveglio, il crespo e i nodi che vedi non vengono dalla doccia della sera prima, vengono dal cuscino.
Il cotone ha una superficie fibrosa e assorbente: beve una parte dell'acqua e degli oli del capello, e ogni movimento della testa fa scorrere la fibra su una superficie ruvida. La seta, al contrario, è una fibra continua e liscia che trattiene meno umidità e crea meno attrito, anche se nessuno studio indipendente ha ancora quantificato la differenza di frizione su capelli umani.
Le opzioni sono due: la federa in seta e la cuffia in seta. Noi preferiamo la cuffia, perché la federa protegge solo il lato su cui dormi, mentre la cuffia avvolge tutta la chioma e tiene le lunghezze raccolte, senza tensione. La nostra cuffia in seta di gelso è in seta 22 momme di grado 6A, doppio strato, con fascia interna in seta ed elastico rivestito, certificata OEKO-TEX. Resta al suo posto senza stringere.
- Momme: unità che misura il peso della seta; 22 momme indica una seta spessa e durevole, lontana dal raso di poliestere.
- Grado 6A: la qualità migliore del filo di seta di gelso, fibre lunghe e regolari.
- Doppio strato: la seta c'è anche all'interno della cuffia, dove tocca i capelli.
Noi di Ondée vediamo che i riscontri più netti sulla cuffia arrivano da chi ha capelli ricci o porosi: meno nodi al risveglio e ricci che tengono la forma fino al mattino. Su capelli fini e lisci l'effetto c'è, ma è più discreto.
Capelli porosi, fini o ricci: quale tipo di crespo?
Non tutto il crespo si tratta allo stesso modo, perché non tutte le fibre si aprono per lo stesso motivo. Un capello riccio si crespa per mancanza di sebo sulle lunghezze, un capello fine per leggerezza, un capello poroso per squame aperte.
Il test del bicchiere d'acqua
Metti un capello pulito e asciutto in un bicchiere d'acqua a temperatura ambiente. Se dopo due minuti galleggia, la porosità è bassa: le squame sono chiuse e l'acqua entra poco. Se affonda in fretta, la porosità è alta, la fibra assorbe tutto e lo rilascia altrettanto in fretta. In mezzo, porosità media, il caso più comune. Il test non ha nulla di scientifico, ma orienta bene la routine.
Il pH dei prodotti
Gavazzoni Dias e colleghi (2014) hanno misurato il pH di 123 shampoo: il 61,78 % superava 5,5, cioè il pH del cuoio capelluto. Uno shampoo alcalino apre la cuticola esattamente come fa un'acqua dura, ed è per questo che un capello poroso lavato con un prodotto "per tutti i tipi di capelli" può crespare già alla prima asciugatura. Guarda il pH in etichetta quando è indicato, e preferisci le formule dichiarate tra 4,5 e 5,5.
- Capelli ricci o mossi: il sebo non scende lungo la spirale; idratare le lunghezze, lavare meno spesso, cuffia obbligatoria.
- Capelli fini: la fibra è leggera e si carica, fino ad avere capelli elettrici; prodotti leggeri, niente oli pesanti, risciacquo fresco.
- Capelli porosi: squame aperte; proteine in piccola quantità, pH acido, termoprotettore sempre.
Un dettaglio che pochi collegano: la tinta fatta in casa si risciacqua sotto la doccia, con l'acqua calcarea e clorata del rubinetto, proprio quando il prodotto alcalino ha appena aperto la fibra. Un risciacquo acido subito dopo limita il crespo sui capelli colorati.

Quale routine contro il crespo tenere per trenta giorni?
Una routine funziona solo se regge nella vita vera, la mattina in cui sei in ritardo. Ecco la versione che consigliamo a ottobre 2026, su un mese, il tempo che serve alla cuticola per ritrovare una superficie regolare dopo mesi di calcare e cotone.
Settimana 1: abbassa la temperatura della doccia, chiudi con il getto fresco e dormi con una cuffia in seta. Nient'altro. Settimana 2: aggiungi uno shampoo chiarificante o un risciacquo con aceto di mele, soprattutto se il tuo comune supera i 25 °f. Settimana 3: controlla il pH del tuo shampoo e cambialo se non è indicato o se supera 5,5. Rivedi anche ogni quanto lavare i capelli: spesso si lava più del necessario. Settimana 4: valuta. Il crespo sulla sommità della testa è diminuito? I nodi del mattino sono calati?
- Temperatura: tiepida per il lavaggio, fresca per l'ultimo risciacquo.
- Chiarificante o risciacquo acido: ogni 15 giorni sopra i 30 °f, una volta al mese sotto.
- Filtro doccia: trattiene cloro e odori, utile in città; nessun effetto sulla durezza.
- Cuffia in seta: ogni notte, capelli asciutti o appena umidi, mai bagnati.
- Calore: phon a distanza, aria tiepida, termoprotettore sui capelli porosi.
Se vuoi riunire tutto, il nostro Cofanetto Rituale mette insieme soffione, tre cartucce di ricambio, cuffia e scrunchie in seta in un'unica scatola. Ma il cofanetto non sostituisce i gesti: senza getto fresco e senza chiarificante, l'acqua dura vincerà sempre.
Domande frequenti sui capelli crespi
Perché ho i capelli crespi anche quando non piove?
Perché la causa non è l'umidità dell'aria, ma lo stato della cuticola. Una fibra con le squame aperte cattura l'umidità ambientale anche in giornate asciutte e si gonfia in modo irregolare. I responsabili più frequenti sono l'acqua calcarea, che deposita una pellicola minerale, l'acqua calda, che dilata le squame, il cloro, che sgrassa la superficie, e lo sfregamento notturno su una federa di cotone. Se il crespo compare soprattutto al risveglio, guarda il cuscino prima di cambiare shampoo. Se compare dopo la doccia, controlla la durezza della tua acqua.
L'acqua calcarea rende i capelli crespi?
Sì, l'acqua calcarea favorisce il crespo in due modi. Gli ioni di calcio e magnesio si depositano sulla fibra e formano una pellicola che impedisce alle squame di richiudersi, e il pH tendenzialmente basico di queste acque carica negativamente la superficie del capello, aumentando l'attrito tra le ciocche. Uno studio del 2018 (Luqman e colleghi, International Journal of Trichology) ha misurato un calo di circa l'8 % della resistenza alla trazione dopo tre mesi di acqua dura. Sopra i 25 °f, lo shampoo chiarificante o il risciacquo con aceto diluito diventano una tappa fissa della routine, non un optional.
La cuffia in seta riduce davvero il crespo?
Sì, per la maggior parte dei capelli, e soprattutto su capelli ricci, porosi o lunghi. La seta è una fibra liscia e continua che trattiene meno umidità del cotone e crea meno attrito sulle squame durante i movimenti della notte. La cuffia protegge tutta la chioma, a differenza di una federa che copre solo il lato su cui dormi. Ondée propone una cuffia in seta di gelso 22 momme, grado 6A, a doppio strato. Non sostituisce l'acqua tiepida né il risciacquo fresco, ma evita di disfare di notte quello che hai fatto sotto la doccia.
Bisogna lavare i capelli con l'acqua fredda contro il crespo?
Non tutto il lavaggio, solo l'ultimo risciacquo. L'acqua calda apre la cuticola e porta via il sebo che lubrifica le squame; un lavaggio tiepido basta per pulire senza dilatare la fibra. Il getto fresco finale, trenta secondi, stringe le squame, liscia la superficie del capello e limita l'ingresso di umidità una volta uscito dalla doccia. L'acqua fredda da sola non compensa un'acqua molto calcarea né una federa di cotone, ma costa zero euro e dà un risultato visibile già dalla prima settimana. Se non sopporti il freddo, abbassa semplicemente di un grado la temperatura abituale.
Un filtro doccia elimina i capelli crespi?
No, non da solo, e preferiamo dirlo chiaramente. Un filtro doccia a fibra di carbone attivo e vitamina C, come il soffione Ondée, trattiene il cloro e gli odori dell'acqua del rubinetto, e così limita la secchezza della fibra sotto l'acqua calda. Non cambia la durezza: il calcare disciolto attraversa qualsiasi filtro doccia, e solo un addolcitore sull'ingresso dell'acqua la abbassa. Per un crespo legato al calcare, il filtro va quindi abbinato a uno shampoo chiarificante o a un risciacquo acido. Per un crespo legato a cloro e calore, toglie una delle cause.
Riassumendo cosa funziona: lava tiepido, chiudi fresco, togli i depositi di calcare ogni due-quattro settimane secondo il tuo comune, e proteggi i capelli di notte con la seta invece del cotone. Controlla la durezza della tua acqua prima di comprare qualsiasi cosa, perché a Genova, intorno ai 10 °f, il problema non è nel rubinetto. E se l'odore di cloro ti accompagna a ogni doccia calda, il soffione doccia con filtro Ondée si avvita in due minuti senza attrezzi, con 100 giorni di prova per giudicare sui tuoi capelli.


